Il mentitore

Si diceva che il serpente si camuffa, assume una falsa identità per ingannare Eva: è la strategia propria di Satana, il mentitore (Gv 8, 44). E, a Baceno, nella Chiesa di San Gaudenzio, di fronte a quel dipinto di Adamo ed Eva, c’è un affresco che rappresenta proprio il Satana apocalittico.

apocalittico

Satana è la bestia dalle sette teste, ognuna delle quali rappresenta un vizio capitale. Qui sono ancora più numerose per influenza della tradizione tedesca, che amplifica le forme con un gusto particolare per il fantastico e il grottesco: artigli rapaci, serpenti, arieti lussuriosi, cani rabbiosi. Egli è un mostro perché può assumere ogni forma, cambiare, essere ogni cosa, fingersi ogni cosa. Con il grosso corno buccina nello spazio il suo verbo menzognero. Assume forme triplici, come nel volto, per scimmiottare la Trinità. Si presenta in una mandorla di luce: il suo nome infatti è Lucifero e imita la Luce Vera, quella di Cristo Pantocratore, rappresentato e visibile nella stessa Chiesa nella volta del presbiterio, con il libro aperto sulle parole: “Ego sum lux mundi, veritas et vita”.

Cristo pantocratore

Il mostro ha un collare con aculei e una catena il cui capo non è però ancora fissato. Egli è scatenato, ma la catena già gli stringe il collo. La morte redentrice di Cristo (il dipinto della bestia infatti accompagna una crocifissione) ha vinto il peccato: siamo nel tempo di mezzo, nell’attesa che Satana venga definitivamente bloccato con questa corta catena nell’abisso infernale e privato  della sua malefica potenza.

“Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me” (Gv 12, 31-32).

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6 pensieri su “Il mentitore

  1. Titolo propriamente non c’è nel senso che è la bestia dell’apocalisse. l’autore è Antonio Zanetti detto il Bugnate. Sono pochissime le opere che ci sono rimaste. Sto scrivendo un articolo su una sua crucifissione. è un autore sconosciuto, minore e molto interessante.

  2. Salve. Volevo sapere se ha poi scritto l’articolo su Antonio il Bugnate. Lui è un mio antenato (mia mamma è una Zanetti ed ancora abbiamo una casa di fronte a quella dove lui è nato) e sto cercando di avere più notizie su di lui.

    Grazie.

    Rossella Marras
    ross.rosso@yahoo.it

  3. Che bello essere richiamati all’ordine da una discendente del proprio pittore preferito!
    No purtroppo non l’ho ancora scritto. A dire il vero, l’articolo ce l’ho tutto in testa, ma ho trovato un bel librone, in francese, che approfondisce il tema iconografico dello scorpione, tema rilevante nella grande crocifissione del Bugnate a Baceno, e prima di scrivere devo leggerlo per bene. Però devo farlo, quanto prima.
    Interessante che stia cercando informazioni su di lui. Per caso si conoscono altre sue opere oltre a Baceno e a un’ultima cena nel borgomanerese?

  4. Buongiorno, sono anch’io a chiedere informazioni circa il suo articolo sulla Crocifissione del Bugnate! Sono molto affezionato all’Adamo ed Eva dipinti sulla parete, anche se solo ieri sono finalmente riuscito a vederli dal vero (facendo fermare i miei compagni di viaggio di ritorno dalla Formazza): trovo straordinaria la “libertà” che il pittore si prende nel rappresentare i Progenitori, tanto vicina – mi è sempre parso – ai cicli camuni dipinti da Romanino.

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