Ascende huc et ostendam tibi

Salire. Ascendere. Il monte è il riferimento simbolico più prossimo all’azione del muovere verso l’alto. Elevarsi. Il monte è luogo di incontro di cielo e terra.

Monte lo sono anche pochi scalini.

Scalinata

E il portale annuncia Ascende huc et ostendam tibi. Sali quassù e ti sarà mostrato (Ap. 4,1).

Ascende huc et ostendam tibi.

 Ma sarà mostrato cosa? Cosa se non un segreto potente? Non si sale forse per vedere? Vedere è sapere. E sapere è potere. Il centro sulla vetta è sempe stato l’ombelico potente che governa l’intero. Non sta forse sulla vetta chi vuole essere il padrone del mondo. E io son qua in cima, qual è allora questo segreto potente che ha da essere spalancato?

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4 pensieri su “Ascende huc et ostendam tibi

  1. la domanda giusta e interessante dovrebbe essere un’altra: può luigipuddu dirne qualcosa? Da parte mia tenterò, visto che questo post è solo una prima parte: ma per ora siamo ancora all’impostazione da ombelico gnosticheggainte (e sull’altare sarebbe più salubre citare il Pitra che non il solito Guenon).

  2. Le chiese barocche del Val di Noto (Ragusa, Modica, Noto, ecc.) sono caratterizzate dal largo ricorso ad abbondanti scalini e slanciate facciate.
    Rilevo che la loro costruzione segue un evento significativamente “simmetrico”: il terremoto catastrofico del 1693.
    Un evento, mi viene da dire, “sprofondante”.
    La salita, così, avviene “dagli inferi”….
    S.M.

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