La luce del fondo scuro

“Spesso ho provato a suggerire ai turisti che costantemente visitano la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma, di approfittare dei momenti di minor flusso per adattare l’occhio alla penombra e provare a vedere i famosissimi dipinti di Caravaggio del ciclo di San Matteo, senza luce elettrica. La riluttanza è tanta e il disagio è spesso palesato in vibranti proteste, perché si afferma che senza luce artificiale non si possono apprezzare i dipinti, ma dopo un po’ qualcuno inizia a vedere e quindi a capire. Allora gli occhi, adattati all’ombra e finalmente sgombrati dai pregiudizi, divengono in grado di provare qualche timido approccio con una pittura che non hanno mai visto, perché sempre soffocata dalla luce artificiale. Il risultato è stupefacente ed è replicabile su ogni dipinto così concepito in altre chiese romane ed europee”.

 Rodolfo Papa, Discorsi sull’arte sacra, Cantagalli, 2012, p. 126

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