Il cammino di Israele e della Chiesa

Conversando con Pia Compagnoni, impareggiabile guida biblica di Terra Santa, si parlava del logo che distingue (o perlomeno distingueva) l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. 

Il marchio indica stilizzati gli esploratori che inviati da Mosé nella terra di Canaan “giunsero fino alla Valle di Escol, dove tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono in due con una stanga” (Nm 13, 23). Tornando con un simile trofeo potevano testimoniare che è “davvero un paese in cui scorre latte e miele; ecco i suoi frutti” (Nm, 13, 27).

In quella stanga con il grappolo d’uva, già i primi commentatori cristiani hanno riconosciuto una prefigurazione della croce e del corpo di Cristo: “Figura Christi pendentis in ligno” scrive Evagrio Monaco nella Disputa tra Teofilo e Simone. Anche i due portatori hanno un significato: quello davanti rappresenta Israele e quello dietro la Chiesa. Entrambi si dirigono verso la stessa meta, guidati dalla medesima speranza. Li differenzia il fatto che mentre Israele ha di fronte a sé l’orizzonte vuoto, la Chiesa procede vedendo Cristo e il legno della Croce, ovvero quanto la congiunge a Israele, radice che precede, e quanto la differenzia, l’innesto che segue. 

Il cammino comporta fatica. Massimo Vescovo di Torino nel commentare (Omelia 79) le figure dei portatori, scrive: Judaeus enim prior est, Christum in lege portat, et nescit, et retrorsum eum ponens quadam dorsi aversione contemnit, unde ait propheta: “Obscurentur oculi eorum, ne videant. et dorsum eorum semper incurvat” (Sal 69, 23).

E questo salmo è citato anche da San Paolo nella lettera ai Romani, il che ci porta direttamente nel mistero (Rm 11,25) di Israele, testimone, nella misura in cui mantiene la fede dei padri, di una elezione, “perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili” (Rm 11, 29). Su questa radice santa (Rm 11,16), su questo mistero è stata innestata la Chiesa: il cammino quindi rimane, come per i due portatori, con due visioni diverse ma unito nella direzione, inseparabile ma inconfuso.

La piena riconciliazione, probabilmente, appartiene a una sfera escatologica, quando le differenze tra il prima e il poi, il già e non ancora, chi precede e chi segue saranno ricomposte in unità.

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2 pensieri su “Il cammino di Israele e della Chiesa

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