Incarnazione vera, non immaginaria

Avvento. Paziente attesa di quanto annunciato. Maria è il tabernacolo che custodisce in sé il corpo di Cristo, luogo del Santissimo. Chiamata anche  Arca della Nuova Alleanza, essa però non si limita solo a contenere, ad essere semplice ricettacolo, come faceva l’antica arca con le tavole della legge. Maria, infatti, è Theotokos, Madre di Dio.

Nei testi del secondo Concilio di Nicea (787) ciò viene esplicitato con forza e ripetutamente: “Professiamo anche che la nostra Signora, la santa Maria, è propriamente e veramente madre di Dio , poiché ha generato nella carne uno della Santa Trinità, Cristo Dio nostro… E insieme a ciò crediamo anche nelle due nature di Colui che si incarnò per noi dall’immacolata Madre di Dio e sempre vergine Maria, riconoscendolo perfetto Dio e perfetto Uomo”.

In un altro passo, i Padri del Concilio Niceno II scrivono che l’incarnazione del Verbo di Dio è incarnazione vera, non immaginaria.

Questa attenzione nel riaffermare l’autentica maternità di Maria nasceva dal costante pericolo, presente allora come oggi, di una falsa spiritualizzazione dell’Incarnazione che, pretendendo di preservare la divinità dal contagio della storia, porta a pregiudicare la solidarietà di Dio con la vicenda storica degli uomini, la pienezza della rivelazione nell’evento del Figlio,  l’attualità dell’opera dello Spirito Santo.

Ecco, ad esempio, cosa affermava l’eresia dei Valentiniani: “Cristo sarebbe stato mandato dal padre, ossia dal profondo, e avrebbe portato con sé un corpo spirituale o celeste. Dalla vergine Maria non avrebbe preso nulla: passò per essa come attraverso un fiume o un canale, senza esserci stata alcuna assunzione di carne presa da Lei. Inoltre non ammette la resurrezione della carne, affermando che soltanto lo spirito e l’anima ricevono la salvezza per mezzo di Cristo” (S. Agostino, Sulle eresie) .

Si capisce allora perché Sant’Antonino, vescovo di Firenze, condannasse fermamente quelle annunciazioni che rappresentano il concepimento di Gesù mediante un bambino corporalmente già formato che, calando dal cielo, si tuffa verso Maria, come se quel corpo di Cristo fosse stato formato fuori dall’utero di Maria e in esso introdotto già formato.

L’esempio che riporto qui sotto campeggia sulla facciata del Duomo di Bassano del Grappa.

Annunciazione Bassano del Grappa

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2 pensieri su “Incarnazione vera, non immaginaria

  1. In questo periodo ho notato con piacere come si sia mantenuta la tradizione di fare il presepe nelle case dei miei amici. Ottima idea, sia quella di riprendere a fare il presepe sia quella di trasmettere agli altri le ragioni per farlo (forse ragioni del cuore, per dirla con Pascal, ma la Nascita del Salvatore è al cuore delle ragioni…!).
    Mi ricorda qualcosa che lessi molti anni fa e ancora illumina le mie giornate natalizie:

    “Devozione del Natale. —Non sorrido nel vederti comporre le montagne di sughero del presepio e collocare le ingenue figure di creta intorno alla grotta. —Non mi sei mai apparso tanto uomo come in questo momento, in cui sembri un bambino”.
    (http://it.escrivaworks.org/book/cammino-punto-557.htm)

    Qualcosa di nuovo (per me), l’ho tratto dalla lettura fatta in questi giorni di Jean Hani, “Il simbolismo del tempio cristiano”, Arkeios, p. 164:

    “Natale e l’Epifania sono delle “feste di luce”, che traggono il loro carattere e la loro “poesia” dall’essere fissate al solstizio d’inverno. A questo proposito non avrebbe alcun significato separare le due feste, che in realtà non fanno che un tutt’uno. I dodici giorni che le dividono rappresentano lo scarto fra l’anno lunare di 354 giorni e l’anno solare di 365 giorni. L’esistenza di questo periodo festivo e sacrale è dovuta al fatto che dopo l’adozione del calendario solare non si vollero abbandonare tutti i ricordi del più antico calendario lunare”.

    Insomma, il cosmo è ancora in festa per l’Avvento del Redentore. La terra un po’ meno. Ma ogni presepe è una di quelle fiammelle dell’immensa costellazione che va ridando luce all’umanità. E va mantenuto almeno fino al 6 gennaio.
    Buon Natale a tutti i frequentatori del blog!

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