Nel silenzio del creato

Il testo che segue è di Giovanni Gardini e offre un percorso di lettura e contemplazione delle Annunciazioni di Rachele Biaggi, opere in questi giorni esposte nella chiesa di S.Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano.

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Nel Silenzio del creato

“Il Mistero ha scelto di entrare nella storia dell’uomo con una storia identica a quella di qualsiasi uomo: vi è entrato per ciò in modo impercettibile, senza nessuno che lo potesse osservare e registrare. Ad un certo punto si è posto e per chi lo ha incontrato quello è stato il grande istante della sua vita e della storia tutta”.  L. Giussani  

Questa non è una mostra. E’ un appuntamento di fede che si accosta al mistero dell’Annunciazione-  Incarnazione del Verbo. E’ riflessione offerta,  invito a condividere un cammino tracciato in quattro momenti secondo quella che è l’originale intuizione dell’artista Rachele Biaggi: il saluto a Maria, l’annuncio inaudito del piano divino, l’attesa dell’angelo, l’Incarnazione del Verbo. Scrive la Biaggi a proposito del suo lavoro: “Tutto ciò è iniziato come preghiera, affinché questo Mistero potesse diventare familiare alla mia vita”. Accostarsi ai suoi quadri  è dunque lasciarsi sollecitare personalmente, come è avvenuto per lei, sino alle origini della fede. Le sue opere, solitamente di piccole dimensioni, decine e decine di immagini, sono le pagine di un diario spirituale. Tacquini, fogli volanti dove si susseguono le “meditazioni”; calligrafie pressochè identiche, essenziali, eppure, ogni volta, straordinariamente nuove; melodia dell’anima totalmente uguale a se stessa e allo stesso tempo altra. Immagini evocative della soglia. Forme semplici, dai colori silenziosi, luogo della coscienza illuminata dalla fede.  Esse sono il racconto di un intenso percorso spirituale in cui il miracolo che si compie e disvela in Maria è dono prezioso, sorgente di vita; è Mistero che ci ha preceduti, il Dio fatto uomo, Carne nella mia carne. La Biaggi non firma i suoi lavori, né li data. Modalità inusuale, controcorrente, soprattutto oggi dove l’ego artistico attanaglia prepotente e vorace tanta arte contemporanea; qui invece esso è fatto da parte nella consapevolezza della grazia che nel gesto artistico è stata elargita.

Queste annunciazioni meritano e necessitano tempo e soprattutto, di essere riguardate; si disvelano infatti lentamente, nella capacità di accostarsi ad esse e di essere in comunione cordiale al sentimento di Maria, la custode – nel segreto – della divina grazia.


 

Il Signore è con te 

Il percorso spirituale e artistico della Biaggi prende forma in questo primo tempo in cui l’angelo Gabriele si manifesta alla vergine di Nazaret portandole l’annuncio della presenza di Dio: “Il Signore è con te”.

annunc1.jpg

L’angelo e Maria, uno di fronte all’altra, segni verticali e sottili.

Essi emergono da uno sfondo silenzioso di luce, talvolta una trama dalle cromie forti, un ordito di vernici macerate, sofferte, antiche. 

Le forme delicate, appena evocate con cui appaiono a noi le due sante figure, custodiscono l’intimità di questo annuncio così profondo, eco della promesa di Dio.

L’angelo, sempre sulla sinistra della scena, si palesa come appena giunto dalle recondite profondità del divino, quasi che ancora il fruscio della sua veste fosse percettibile, fermo nell’aria.

Talvolta un’ala, appena accennata in un vortice di segni, mostra decisa la provenienza celeste.

Il più delle volte egli è una presenza discreta a sottolineare come Maria venga sorpresa nella sua piena umanità, nella quotidiana esistenza, luogo privilegiato dell’intervento divino.

L’angelo è fermo davanti alla soglia, fisso davanti all’immensità della Vergine.

Maria è un fremito di materia. Quasi sussulta e si ritrae – sacro timore – dove il ritrarsi diventa la cifra della sua piena umanità sorpresa dalla voce di Dio.

Tra di loro un varco, il luogo di un annuncio più pieno che sta per essere elargito, pienezza della fecondità di Dio, tempo originario della creazione.

 Non temere, tu che custodisci l’amore 

“Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udi, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (1 Cor 2, 9).

“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine” (Lc 1, 30-33).

Annunciazione 2

E’ un attimo questo, tutto interiore, di profondo silenzio, di tacita quiete in cui l’angelo annuncia l’immenso mistero.

Le figure in piedi, etremamente sintetiche, sono più che mai vicine, curve l’una verso l’altra, quasi un inchinarsi vicendevole davanti alla manifestazione reciproca della divinità.

C’è un gesto dell’angelo verso la Madonna, quasi un conforto, un abbraccio spirituale.

Talora, dietro ad essi, l’oro accenna ad un varco, una soglia, dove si manifesta il mondo divino, quasi una nicchia che custodisce la Madonna. 

Tace il creato

“Hai udito, Vergine, concepirai e partorirai un Figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L’angelo aspetta la risposta: deve far ritorno a Dio che l’ha inviato. Aspettiamo, o Signore, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione. (…)

Con la tua breve risposta possiamo essere rinnovati e richiamati in vita. (…). Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano.

O Vergine, da’ presto la risposta. Rispondi sollecitamente all’angelo, anzi, attraverso l’angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola: di’ la tua parola umana e concepisci la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la parola eterna. (…). Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti, batte fuori alla porta. Non sia che mentre tu sei titubante, egli passi oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare colui che ami. Lèvati su, corri, apri! Lèvati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso.

“Eccomi”  dice, “sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

San Bernardo, Omelie

Annunc 3

E’ il momento, questo,  dove l’angelo attende, e in lui la creazione intera, Maria. 

Scrive la Biaggi: “Per me è importante il peso di questa attesa;  mi sono ritrovata nell’attimo in cui la creazione tutta aspettava il “Si” di Maria”.

L’universo è profondamente fermo, racchiuso in un immenso desiderio vibrante di redenzione.Maria e l’angelo, frontali e vicinissimi eppure appena discosti, si contemplano. Tra loro è lo spazio per la  parola di Maria, il luogo della coscienza e dell’obbedienza libera al progetto divino.  

“Eccomi”. 

Si è aperto il cielo.  

Com’era l’angelo, dolce fanciulla?

Come parlava: da dentro il tuo cuore?

Era la voce di tutti i profeti

Che risuonava dal libro più antico.

Certo tu eri la figlia fedele,

figlia di Sion, la terra in attesa,

isola intatta che l’albero porti

della speranza per tutto il creato.

S’è aperto il cielo sul nostro destino

Per abbassarsi e calarsi su noi:

perché da un angelo udissimo quanto

la nostra storia coinvolge l’eterno!

Ora saremo i congiunti di Dio,

sarà la terra per sempre il paese

delle sue nozze, la stanza o riviera

ove si abbracciano l’uomo e il suo Dio.

                                                     (David Maria Turoldo)

 

Annunciazione 4

 

E’ il tempo del riconoscimento e dell’adorazione. L’angelo Gabriele per primo ode le parole di Maria, che mai orecchio umano aveva udito, suono racchiuso nel cuore della Vergine.

Alle sue spalle, una apertura, a ricordare come lei sia diventata per noi porta del cielo. La Madonna appare rivestita di luce, inondata di grazia.

L’angelo viene ora rappresentato con le ali spiegate, partecipazione piena della gloria di Dio, tripidio immenso del cielo.

Egli si inginocchia davanti a lei, davanti al grembo dove viene intessuta la Carne del Verbo. Con il suo segno di adorazione al Dio incarnato e di venerazione alla Madonna, mostra agli uomini il centro del loro essere in rapporto con il Mistero.

 

Giovanni Gardini

Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa

21 marzo – 2 aprile

Nel Silenzio del creato

opere di Rachele Biaggi

a cura di Giovanni Gardini

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