Il tempo è compiuto

 Piero della Francesca, Battesimo di Cristo

Ecco il Battesimo di Cristo dipinto da Piero della Francesca. In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E. uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito Santo discendere su di lui come una colomba (Mc 1, 9-10). 

Si apre un tempo nuovo, il tempo è compiuto (Mc 1, 15): non tanto il tempo del chronos, quello che vede solo la successione del fare degli uomini, ma il tempo di Dio, il kairos, il tempo pregno dell’azione di Dio, della vicinanza del regno di Dio.

Cristo appare simile all’albero vicino. Una somiglianza che ricorda i versi del salmo dove si fa riferimento a un tempo compiuto: sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua /che darà frutto a suo tempo / e le sue foglie non cadranno mai / riusciranno tutte le sue opere (Sal 1, 3).

A fianco ci sono tre angeli: è scritto infatti che gli angeli lo servivano (Mc 1, 13). Nel dipinto i tre appaiono simili (nei gesti, nel volgere la schiena, nelle mani che si annodano) alle tre grazie. Ficino, che apparteneva allo stesso ambiente culturale di Piero, vedeva nell’intrecciarsi delle tre grazie un’immagine che riassumeva il ritmo dialettico dell’universo neoplatonico. E’ come se nel dipinto del battesimo il tempo antico e pagano si rapportasse e servisse il tempo avvenuto con Cristo. Un rapporto non conflittuale, ma armonico. Ho provato, infatti, per curiosità a calcolare la sezione aurea sul lato orizzontale del dipinto: cade perfettamente non tanto sull’albero, come qualcuno ha scritto, ma su quel lembo della veste che spunta a destra dell’albero. Lo spazio delle tre grazie è in rapporto armonico allo spazio dato dal battesimo di Gesù. Il kairos di Cristo porta a compimento anche il tempo antico e pagano.

Le tre grazie, vestigia della Trinità secondo S.Agostino (“Tria in Charitate, velut vestigium Trinitatis”, De Trinitate VIII, X, 14), delineano con gli sguardi un movimento triadico: uno degli angeli guarda in avanti, andando dritto negli occhi di chi guarda il quadro; un’altro guarda Gesù; il terzo guarda le persone che si muovono in fondo alla scena.

Non è facile decriptare il significato di quelle persone che si stagliano in lontananza. Una di queste indica il cielo, ma nessuna si volge all’evento che sta avvenendo. Che poi il gesto dell’indicare sarebbe proprio del Battista, è lui che indica il figlio di Dio, e non guardando al cielo ma presentando un uomo in carne ed ossa.

Certo è che quel tale vestito alla orientale che indica il cielo ha il proprio gesto come bloccato dal tale che si sta spogliando per essere battezzato, che delinea col corpo come una nuova volta del cielo o un arco trionfale che apre al tempo che si è compiuto.

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