I piccioni di Cipollino

Ci siamo cresciuti con Gianni Rodari. I maestri che volevano essere più avanti degli altri li riconoscevi perché lo leggevano in classe, e ne utilizzavano i metodi. La bibbia era quel suo “Grammatica della fantasia – introduzione all’arte di inventare storie”.

Ma c’è una cosa che non mi è mai tornata leggendo la “Grammatica della fantasia”, ed è questa: gira che rigira per Rodari la creatività si basa sulla casualità; è sempre frutto di uno scontro di parole dove incontinenza e ambiguità semantica ruzzolano di qua e di là, un po’ giocose, un po’ alchemiche. Nei suoi scritti, le parole e le cose non sono segni che rimandano ad altro, a quanto sta fuori dal linguaggio, non sono segnati da un ordine, non richiamano qualcosa di più grande, magari di buono, di vero e di bello. Le parole e le cose sono piuttosto oggetti, magari colorati e che sprizzan scintille, ma neutri e inerti, che si lasciano disporre al comando del demiurgo.

Certo, il maestro Rodari sapeva che questo suo meccano linguistico, tempo quattro righe, si esauriva subito. Così suppliva con l’ideologia: la sua fede nel materialismo dialettico era quel filo rosso necessario e sufficiente a far avanzare la narrazione e portare l’opera creativa in porto. Insomma, cambiavano i fattori ma il risultato non variava, alla fine usciva sempre il simpatico Cipollino, che poteva sì incontrare un limone borghese o una melanzana proletaria, ma sempre e solo per dare inizio alla rivoluzione, vincere i nemici del popolo e portare la pace attraverso la solidale e gioiosa distribuzione dei mezzi di produzione.

Ma adesso quel filo rosso non c’è più, è scaduto, e se c’è, è diventato perfino imbarazzante. Mentre invece è rimasta ben salda la concezione di una creatività che solletica il caso, gli scontri di parole, gli atomi che fluttuano. Democrito residuo di Marx: questa è la lezione che rimane.

Pensavo a questo nel vedere installazioni come quella nel video qui sotto. Mi chiedevo quanti Rodari ci siano stati in giro per il mondo.

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E qui c’è la recentissima citazione per fini promozionali:

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