Sul muro del Duomo

Duomo di Milano, 28 febbraio 2012. Prima settimana di quaresima ambrosiana.

“I Milanesi hanno potuto assistere ad uno spettacolo di projection mapping sulla facciata del Duomo. Lo show 3D è stato promosso e offerto da IGPDecaux e Ammiro Y2K (che ne hanno condiviso la spesa di circa 50.000 euro) e curato dall’Arcidiocesi di Milano. La video installazione, dal titolo D’Uomo, è invece opera di Project-on, società specializzata nel video mapping, che ha sviluppato il tema affidatole – parlare dell’uomo all’uomo, enfatizzando i temi della vita e della famiglia – attraverso la combinazione dell’uso delle luci e delle proiezioni in 3D a una colonna sonora. I pinnacoli del Duomo e parti della facciata hanno così preso vita e fatto da sfondo alle animazioni di luce, sottolineate dal ritmo narrativo scandito dalla musica”.

Questo leggo, questo è tutto quello che so.

Prima considerazione. L’impatto è molto forte, ma si risolve negli effetti tecnici prodotti. Il mezzo e la sua “novità” ha preso il sopravvento su quanto espresso. Più che la forza della relazione tra l’uomo e il duomo, da cui il titolo dello spettacolo “D’Uomo”, è la mirabolante potenzialità del mezzo che si afferma. Si ha l’impressione di una rassegna promozionale di effetti da declinare in altri contesti. L’inizio e l’epilogo, che richiamano esplicitamente la quaresima, appaiono come una cornice che a fatica incanala quanto visto.

Seconda considerazione. La sfida, da sempre, è raggiungere l’unità degli intenti e l’organicità delle competenze. Così sono state costruite le cattedrali. Oggi, invece, maestranze, committenza, guida pastorale parlano linguaggi diversi e perseguono finalità diverse. E’ difficile trovare una convergenza comune, è difficile trovare quello che tutti non possono non vedere. In questo caso, riscontriamo che quanto è rimasto chiaro, condiviso, inoppugnabile per tutti è che la facciata del Duomo è un muro. Sul quale ognuno proietta e vede quello che desidera.

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4 pensieri su “Sul muro del Duomo

  1. Credo che poche cose siano più lontane dal significato della quaresima di uno spettacolo caleidoscopico. Pur in tutta la sua inanità, un’iniziativa del genere sarebbe stata meno insensata se fosse stata programmata in occasione del Natale o della Pasqua.

  2. E’ vero, non ci avevo pensato!
    Le soluzione tecniche esibite potrebbero risultare più adeguate a rappresentare lo scoperchiamento operato dalla risurrezione.

  3. Ho invece pensato ai fuochi d’artificio, ma la considerazione di senso risulta la stessa. Notevoli gli effetti, comunque. Di per sè, il tentativo non è sbagliato.

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