Assisi: quel volto di Giotto non è un demone / 3

E’ uscito l’articolo di Chiara Frugoni sul numero di dicembre della rivista San Francesco Patrono d’Italia. Era stato annunciato e lo attendevo per avere informazioni più approfondite sulla “scoperta” di quel volto tra le nuvole nel ventesimo affresco della Basilica Superiore di Assisi. E, soprattutto, per capire su quali argomenti potesse poggiare l’identificazione di quel volto con quello di un demone.

Ebbene nell’articolo della Frugoni del demone, in pratica, non c’è più traccia. O meglio, rimane come per inerzia nei titoli (“Diavolo di un Giotto”) e nel corredo redazionale, ma non nelle argomentazioni di Chiara Frugoni.

L’articolo è molto cauto, persino vago. L’attenzione è spostata su aspetti che riguardano la storia dell’arte, sul modo di rendere pittoricamente le nuvole, sul paragone con il cavaliere del San Sebastiano del Mantegna. I riferimenti diretti al demone dell’affresco di Assisi sono solo due ed espressi in forma ipotetica:

“…un compiuto e vigoroso ritratto, forse completato anche da due corna scure”;

“… mi pare di dovere sottolineare il carattere pioneristico (più di un secolo e mezzo prima dell’esempio offerto da Mantegna) del ritratto, forse di un diavolo, che “consists of clouds”.

In un passaggio finale che funge come da sintesi, spariscono anche i “forse”.  Ogni riferimento al demone è semplicemente tralasciato:

“Non sapremo mai chi egli abbia voluto rappresentare: se stesso, un compagno di lavoro, un frate committente?”

Anche se ormai per il mondo quello lì sarà sempre il volto di un demone (lo ritroveremo scritto nei giornali, nei depliant, nelle guide turistiche), mi pare proprio che nell’articolo si dica, senza  ammetterlo esplicitamente, che identificare quel volto con un demone non abbia alcun fondamento.

Interessante notare che l’articolo chiude parlando anche di una possibile burla, avvicinandosi a quanto fin da subito aveva ipotizzato il blog Fides et Forma.

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3 pensieri su “Assisi: quel volto di Giotto non è un demone / 3

  1. Mi sa tanto che gli ottimi Luigi Codemo e Fides Et Forma hanno “convinto” la prof. ad essere più “prudente”: Onore al merito degli uni e dell’altra…

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