La chiesa di San Michele, Val Formazza – 3

I santi lungo le pareti accolgono chi entra e accompagnano verso il punto focale della chiesa: l’altare. Qui, al centro, è posta la scultura di Maria con il bambino Gesù. È questo il centro della chiesa, qui lo sguardo è chiamato a posarsi. Maria è incoronata e regge uno scettro; è vestita di raggi di sole, di cielo azzurro e di stelle. Anche Gesù è incoronato e regge il globo crucigero, simbolo della sua signoria sul mondo.

I particolari di questa scultura restituiscono come scolpite le parole dell’Apocalisse, e in particolare il dodicesimo capitolo dove è descritta una «donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle»… la donna vestita di sole partorisce «un figlio maschio destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro». Entrambi, continua poi il testo, sono insidiati da «un enorme drago rosso» (Ap 12, 1-6).

L’apocalisse è un libro profetico che utilizza immagini che vanno decifrate. La donna vestita di sole è stata nei secoli interpretata come Maria madre di Cristo, ma anche come la Chiesa che accoglie la parola di Dio. Il drago rosso raffigura Satana che vuole impedire la redenzione del mondo.

È in questo punto del testo, nel capitolo dodici, che viene descritta la lotta dell’arcangelo Michele contro il drago rosso. Il testo spiega che Michele vince sul drago «in virtù del sangue dell’agnello e grazie alla parola della testimonianza», ovvero grazie al sacrificio di Cristo e ai santi e ai martiri che lo testimoniano con la loro stessa vita (Ap 12, 7-11).

Chi entra in questa chiesa ritrova tutto questo: san Michele, i santi e i martiri, la donna vestita di sole, il Figlio di Dio che si è fatto uomo. Trova ricapitolati in immagini quanto l’Apocalisse rivela ovvero che il male e le forze distruttive che ancora imperversano nel mondo non prevarranno, ma hanno il tempo contato. Qui, durante la liturgia, la comunità vede e ascolta l’annuncio che le tenebre iniziano a ritirarsi, e si ritirano perché nella notte di Pasqua il Risorto ha sconfitto la morte, «la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo», inaugurando l’aurora, l’inizio di un tempo nuovo.

(continua)

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