Metodo (per non divenire ridicoli o balbuzienti o aberranti)

Pare che essere accomodanti con gli artisti non renda. Molto meglio porre delle restrizioni precise. E’ la vicinanza del limite che fa scattare l’ipotesi superiore.

Nel retro del DVD del film Die grosse Stille di Philip Groening c’è scritto: “L’ok [a girare dentro la Grande Chartreuse] veniva insieme a limitazioni precise e durissime: essere solo, senza nessuna équipe di supporto, nessuna luce artificiale o musica aggiuntiva, niente commento o interviste”. E il prodotto che ne è uscito è di valore.

Il rischio costante è che l’artista vada dietro alla propria fantasia. Staccando l’arte dalla vita e dimenticando che Dio è entrato nella vita in un modo preciso. L’artista quindi ha da studiare, soprattutto se vuole misurarsi con l’arte cristiana. Paolo VI lo disse chiaramente nell’Omelia agli artisti (1964): “Ebbene, se vogliamo dare autenticità e pienezza al momento artistico religioso, alla Messa, è necessaria la sua preparazione, la sua catechesi: bisogna in altri termini farla precedere o accompagnare dalla istruzione religiosa. Non è lecito inventare una religione, bisogna sapere che cosa è avvenuto tra Dio e l’uomo, come Dio ha sancito certi rapporti religiosi che bisogna conoscere per non diventare ridicoli o balbuzienti o aberranti. Bisogna essere istruiti”.

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2 pensieri su “Metodo (per non divenire ridicoli o balbuzienti o aberranti)

  1. e questa assenza ó mancanza di istruzione ci ha portata quest ‘onda di “arte liturgica” insopportabile, vuota di tutto, vuota di Dio 8forse ispirandosi dal ateismo pratico in circondo???!!) almeno qui in europa centrale (posso parlare solo dell’Austria e della Germania….)

    E poi quello che mi fa grandissima impressione ( non trovo parla piú precisa) nel fil “Die große Stille” é proprio questa umiltá dell’autore che non ha fatto che farsi cadere per qualche tempo in questo mondo netto et puro della vita eremitica regalandoci un documento unico anzi una esperienza tutto personale, che puó fare ciascuno per se lascandosi cadere in quest esperienza dell'”autore” del film (che in cinema- si deve confessarlo apertamente- fa ancor molto piú grande impressione che via dvd….

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