La Parola all’immagine

Il Vescovo di Belluno Feltre, Monsignor Giuseppe Andrich, ha promulgato da poco il nuovo libro sinodale. Interessante che il documento sia stato arricchito da un notevole repertorio iconografico rappresentativo delle opere d’arte presenti nella diocesi. La scelta è stata compiuta sulla scia del Compendio del catechismo della Chiesa Cattolica che ha introdotto 14 immagini ad illustrare il contenuto dottrinale.

“Parole e immagini si illuminano a vicenda”, disse Benedetto XVI nel discorso di presentazione del Compendio, “le immagini sacre, con la loro bellezza, sono anch’esse annuncio evangelico ed esprimono lo splendore della verità cattolica, mostrando la suprema armonia tra il buono e il bello, tra la via veritatis e la via pulchritudinis. Mentre testimoniano la secolare e feconda tradizione dell’arte cristiana, sollecitano tutti, credenti e non, alla scoperta e alla contemplazione del fascino inesauribile del mistero della Redenzione, dando sempre nuovo impulso al vivace processo della sua inculturazione nel tempo”.

Una scelta, quindi, quella del compendio che ha posto con forza l’attenzione sull’arte sacra e che ha sensibilizzato a riscoprirne il valore come strumento al servizio dell’evangelizzazione. Qui c’è una descrizione delle immagini del Compendio fatta da Sandro Magister con una nota finale di Timothy Verdon.

A onor del vero, già nel ’95, il Catechismo degli Adulti della CEI si era presentato con un corredo iconografico notevole, quasi 50 dipinti tutti commentati.

Annunci

Un pensiero su “La Parola all’immagine

  1. Lodevolissima l’iniziativa della diocesi di Belluno-Feltre.
    Il dilemma è proprio questo: spesso non riconosciamo e rimaniamo assenti di fronte ad un’immagine del “bello” e questo non ci permette di percepire la gioia del “buono”.
    L’opera d’arte sorge dal buio e lo rinnega. Si protende verso la luce nel tentativo di avvicinarsi al divino. Pel suo tramite la terra si congiunge al cielo, l’estetica all’etica e il bello al buono, al vero… lo stesso pensiero sta alla base di un certo ragionamento monastico medievale del rapporto che intercorre tra teologia e arte. Lo stesso Sant’Agostino scrisse in Enarratio Psalmis, 41: “Dio non è permesso per il momento di vederlo se non per riflesso e simbolo”.
    Ben venga quindi il repertorio iconografico del Libro sinodale a darci una mano in tal senso.

    Cordialmente

    Franz von Lahn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...